Hiroshige – Fuochi fatui nella notte di Capodanno sotto l’albero di enoki a Ōji

Posted by Isabelle on June 5th, 2012 filed in Oggetti

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Ōji Shōzoku enoki Ōmisoka no kitsunebi
9-1857

Fuochi fatui nella notte di Capodanno sotto l’albero di enoki a Ōji

In questa xilografia Hiroshige illustra con accenti drammatici una leggenda relativa al primo giorno dell’anno. Secondo un antico mito, la notte di Capodanno alcune volpi dotate di poteri magici, devote alla divinità del riso Inari, si riunivano presso un determinato albero di enoki, per poi recarsi assieme al tempio di Ōji (chiamato anche Shōzoku Inari) a pregare. Lì ricevevano dalle divinità le direttive per l’anno nuovo. I contadini della zona affermavano di essere in grado di fare previsioni sul raccolto dell’anno imminente sulla base del numero di volpi magiche e della forma dei loro fuochi fatui.

In una gelida notte di cielo stellato le volpi si sono riunite attorno a uno spoglio bagolaro solitario (enoki) e al vicino pino. I loro ali ti chiari sembrano fuochi fatui. Altri branchi di volpi stanno giungendo da lontano preceduti dai loro aliti fiammeggianti. Laggiù, sullo sfondo, si trova il tempio nascosto dai boschi grigio-neri sovrastampati. La composizione è tratta dal quinto volume della Guida illustrata delle famose vedute di Edo (Edo meisho zue) del 1836, dal quale Hiroshige ha persino ripreso il motivo dei pagliai e del pino che appare dietro l’albero enoki. Ciò che sorprende di questa stampa è in modo in cui ha reinterpretato la composizione con la tecnica della stampa policroma, creando una scena dall’incomparabile spessore pittorico. Solo le volpi in primo piano e i fuochi fatui sono resi con linee precise e nette, tutti i restanti elementi compositivi sfumano invece nell’oscurità della notte. Il delicato rosa delle pellicce e il rosso sfumato di rosa delle fiamme provenienti dalle fauci degli animali danno l’impressione che siano proprio i loro corpi a emettere la luce che illumina la collina su cui si stagliano i due strani alberi. I fuochi delle volpi più piccole visibili nella pianura lontana conferiscono profondità alla scena e introducono l’orizzonte in cui si intravedono solo i profili vaghi e sfumati di alcune case e dei loro tetti. È degna di nota la ricchezza di sfumature della gamma cromatica, che varia dal nero al grigio e dal grigio-azzurro al verde-grigio, con la quale sono raffigurate in modo estremamente vario la corteccia e le radici dell’enoki. È soprattutto la tensione. Fra paesaggio reso all’apparenza in modo naturalistico e l’irrealtà della scena fantastica, quasi spettrale, a catturare l’osservatore.

(Melanie Trede e Lorenz Bichler, Hiroshige. Ed. Taschen)

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