The Undead Guide to Shanghai

Posted by admin on December 1st, 2008 filed in Shanghai

加百利

«Se consente a Shanghai di esistere, Dio deve delle scuse a Sodoma e Gomorra.»

Capitale dell’oppio, delle puttane e dei gangster, piazza d’affari per speculatori e signori della guerra, territorio di caccia per predatori di ogni tipo. Fondata dai cinesi e poi controllata dall’impero britannico, comprata dall’oro ebraico e poi venduta ancora ai francesi, colonizzata dai russi bianchi, passata ai giapponesi e poi agli americani, tornata cinese e lanciata a motore economico e sociale di Pechino alla fine del XX secolo. Già definita “la Parigi dell’Est”, o più appropriaramente “la puttana d’oriente”, Shanghai è sempre stata orgoglioso teatro di sordidi vizi e sanguinosi aneddoti. Dai ricorrenti sequestri di marinai per l’arruolamento forzato sui mercantili cinesi alle chanteuse russe, dai cabaret sul lungofiume agli scontri durante la guerra dell´oppio, fino alle folli notti di gangster e ballerine negli anni ‘20. Teatro della World Expo nel 2010, ha reagito con straordinario vigore alla crisi del 2012. Scelta come polo di interscambio per le colonie lunari nel 2027, oggi la città è tra le più importanti dal punto di vista economico, sociale e culturale, oltre che una tappa obbligata per qualunque Grand Tour nel sud-est asiatico. Ne hanno fatto la propria dimora illustri personaggi della cultura e dello spettacolo, che sia sul lungofiume con i suoi antichi palazzi di pietra o nei grattacieli della sponda opposta, nelle casette del quartiere vecchio o nell’ombra dei malfamati sobborghi. È sorta un’era di città che non possono dormire, e Shanghai ne è la regina.

1. I luoghi
- Il Bund: quartiere europeo e cuore della Shanghai notturna
- La Città Vecchia: il distretto tradizionale cinese
- Renmin square: la piazza dei musei
- Pudong e lo sprawl: la città dei vivi, oltre il fiume
- Lo spazioporto: duty free e interscambio per i traffici con le colonie lunari

2. I mezzi di trasporto
3. Le armi
4. La lingua
5. La valuta

6. Cosa mangiare e dove dormire
- locali per i vivi
- locali per i notturni
- locali per i diurni

mappa-shanghai

Shanghai è divisa naturalmente in due dal fiume, che separa la città vecchia da quella nuova, la città della vita notturna dal labirinto di grattacieli e sopraelevate della città dei vivi. Un’ulteriore divisione è tracciata dal Suzhou Creek, a nord, e dalle direttrici ortogonali di Yanan Donglu e Cheng Du Bellu. I luoghi principali identificati sono il lungofiume europeo (il cosiddetto Bund) spalleggiato dalla ex concessione francese, la città vecchia cinese la cui circonvallazione circolare ancora ricorda le antiche mura, e la città nuova dall’altro lato del fiume. In mezzo, sul fiume, è stato edificato il principale spazioporto cinese.

bund
Il : cuore della Shanghai notturna
Il Bund è la strada più famosa di Shanghai, una curva di edifici coloniali in pietra che segue il fiume Huangpu dal Garden Bridge, a nord, fino alla torre di controllo dello spazioporto e all’attracco dei battelli. Già sede di banche e istituzioni straniere, specialmente risalenti al dominio inglese, oggi è un susseguirsi di istituzioni culturali e ritrovi della Shanghai notturna. Istituzioni di spicco l’Etemenanki, con i suoi circoli culturali e di ricerca, e l’Emerald Hotel, vero e proprio fulcro della vita mondana Shanganese, il parco Huangpu con le sue sciarade notturne e il Captain’s Hostel, dove si dice che chiunque possa trovare ciò che sta cercando.

old-city
La : distretto tradizionale cinese e zombi
Quando la crisi energetica del 2012 colpì il pianeta, la città di Shanghai si spaccò in due lungo il fiume: da una parte Pudong e quello che sarebbe poi diventato lo sprawl, la città moderna che aveva puntato tutto sul lungo gasdotto dalla Russia, e dall’altra il blocco del Bund e della Concessione Francese, l’ex città coloniale, con il suo controverso programma basato sull’energia idrica e il vapore. La città vecchia, allora sede della Triade di immortali che reggeva le sorti della Shanghai notturna, decise di affidarsi all’antica sapienza che fino a quel momento non li aveva mai traditi, convinta che un pugno di potenti esper fosse sufficiente a gestire qualunque crisi passeggera. Il manifestarsi dei primi sintomi del ceppo africano era destinato a minare la loro convinzione. A tutt’oggi, nonostante la minaccia della necrosi degenerativa sia stata ufficialmente debellata, la città vecchia rimane simulacro di oscuri fenomeni e saltuariamente si sparge la voce della cattura di qualche zombi.

banner-quartiere-renmin-square
: la piazza dei musei

A lungo piazza principale di Shanghai, la piazza venne costruita nel 1862 dagli inglesi come ippodromo e ospitò corse fino all’occupazione dei giapponesi, nel 1941, che lo trasformarono in un campo di prigionia. L’ippodromo venne raso al suolo durante la rivoluzione culturale del 1949 e lo spazio rimase a lungo una zona aperta in cui i criminali politici tenevano le loro sessioni di autocritica forzata e il governo teneva i propri comizi: a partire dal 1995 divenne un parco su cui si affacciano numerosi centri culturali. Vi si trovano il museo d’arte moderna, sede della Biennale, il museo di arti applicate di Shanghai.

banner-quartiere-jingan
Jing’an: il centro spirituale
La zona, chiusa tra la città vecchia, la concessione francese e Renmin Square, costituisce il centro spirituale della città, con il suo Tempio del Buddha di Giada, il cimitero shintoista e l’omonimo tempio della tranquillità. La zona non è però priva di istituzioni profane, tra cui il mercato degli animali, degli uccelli e delle piante, la love lane con le sue sale da ballo e i suoi ristoranti caratteristici, e il palazzo dei bambini.

sprawl
: i grattacieli nella città dei vivi
Di fronte al Bund, raggiungibile tramite il tunnel sotto lo Huangpu o via acqua attraversando il fiume, si estende il tappeto di grattacieli e ferrovie sopraelevate che costituisce il corpo della città nuova. Malfamato sobborgo in cui è meglio non mettere piede o ultimo baluardo della città viva contro l’avanzata dell’infezione? Molto dipende dal vostro stato civile, ovvero dal vostro essere o meno morti. Se non lo siete e non ci tenete a diventarlo, questa selva di vicoli irta di sopraelevate e grattacieli potrebbe essere posto per voi, con le sue ronde notturne di onesti cittadini. Loro punto virtuale di aggregazione, il sito goodhealth.org: la loro organizzazione è ricercata in 36 Paesi, Cina compresa, per violazione dei diritti civili e crimini contro l’umanità, e si dice sia al soldo della CIA. La loro presenza rende lo sprawl un luogo di caccia e pericolose incursioni se siete infetti, ma anche se siete sani rimane una gigantesca città nella città, in cui è meglio non addentrarsi da soli.

spazioporto
Lo
Avviato nel 2047 e aperto al traffico civile nel 2106, lo spazioporto di Shanghai è la punta di diamante del programma spaziale cinese. Lungo poco più di 2000 metri, la sua pista di atterraggio e decollo è la porzione di fiume Huangpu poco al di sotto del Bund. La torre di controllo regola il traffico di vimana in partenza e in arrivo dalle due lune della terra, mentre l’ex torre metereologica gestisce le comunicazioni con Chang’e, la colonia cinese sulla luna nera.

Muoversi in una attraversata da un fiume è sempre complesso. Nel caso di Shanghai, è particolarmente complicato.
Il mezzo di trasporto preferito per il Bund è il tram 47: percorre il lungofiume avanti e indietro dal terminal dei battelli al parco, ma le distanze sono tali che generalmente gli abitanti preferiscono avvicinarsi con un mezzo di trasporto qualunque e poi abbandonarlo per spostarsi a piedi. Tra questi mezzi autonomi, la Città Vecchia cinese non ha abbandonato la sua tradizionale passione per la bicicletta e le due ruote sono tutt’ora tra i mezzi di locomozione più popolari. E’ possibile comprare o noleggiare una bicicletta in numerosi negozietti della città vecchia tra cui il Sivrac, che offre una vasta scelta tra ciclomotori a gas, biciclette tradizionali e mezzi per bambini. Per spostarsi in bicicletta, la Cina non richiede ancora una patente di guida o la denuncia del mezzo. Patenti di guida sono invece necessarie per ciclomotori (patente verde), automobili (patente gialla), mezzi pesanti (patente arancione) e mezzi pesanti considerati speciali come i mezzi aerei o quelli corazzati (patente rossa, concessa solo ai membri delle forze speciali e al personale diplomatico).
La città nuova invece si muove tradizionalmente in auto, e il mezzo privato è considerato più sicuro di quello pubblico. La politica permissiva del governo cinese riguardo alla ricerca tecnologica ha portato a un dilagare di auto modificate: vecchissime auto a benzina riconvertite, auto a gas, auto ad energia solare e con un piccolo reattore nucleare come motorino d’accensione si mescolano alla maggioranza di veicoli con propulsione ad energia elettrica. Date le peculiari condizioni di sicureza dello sprawl, molte auto hanno vetri blindati, carrozzeria rinforzata e un qualche tipo di congegno offensivo implementato: mezzi come questi possono essere acquistati o noleggiati in alcuni rivenditori e autofficine dello sprawl, tra cui l’officina di Mammut, un vero e proprio cimitero di elefanti rimessi a nuovo. Considerato che gli unici modi per attraversare il fiume sono il traghetto e il sottopassaggio pedonale, la maggior parte delle auto rimane nella città nuova e non vede mai la riva del bund (senza contare che molte di esse non potrebbero fisicamente avventurarsi nei vicoli della città vecchia).
Un altro mezzo di trasporto piuttosto popolare a Shanghai è la metropolitana, nonostante numerosi crolli abbiano spezzato in due la linea verde durante la grande inondazione dello Huangpu nel 2012. Le stazioni principali sono:
- Nanjing Dong Lu, alle spalle del Bund: incrocio tra la linea rosa e la linea verde, e ultima fermata di quest’ultima prima dell’interruzione;
- Lujiazui ai piedi dell’Oriental Pearl Tower: incrocio tra la linea verde e la linea blu, e prima fermata di quest’ultima nello sprawl, dopo l’interruzione;
- fermate Museo della Scienza e della Tecnica e Century Park nel cuore dello Sprawl: sulla linea verde, vicine al cimitero Shiziyuan.

Le uniche armi da fuoco che possono essere acquistate in Cina senza licenza e senza essere denunciate, sono le armi ad aria compressa con calibro inferiore ai 4.5 mm o i loro equivalenti sonici, e vengono definite armi di classe A. Chiunqe acquisti un’arma da fuoco o da taglio per uso domestico e a scopo di autodifesa deve denunciarne il possesso all’autorità competente: possono essere acquistate in questo modo, oltre alle armi di classe A che non richiedono denuncia, le armi di classe B ovvero le armi da fuoco portatili comunemente definite pistole (che siano tradizionali, soniche o termiche). Per armi di classe superiore è necessaria una licenza di detenzione di classe C, che consente la detenzione di fucili per autodifesa.
Il porto d’armi deve essere sempre regolamentato da una licenza, identificata con la classe dell’arma: oltre alle licenze di classe A, classe B e classe C, esistono le licenze speciali C1 e C2 per i fucili da caccia e quelli sportivi e la licenza D per il porto di armi da guerra, generalmente concessa solo agli agenti delle forze speciali cinesi e ai membri del corpo diplomatico in circostanze di particolare emergenza.
Armi da fuoco possono essere acquistate nello sprawl e spacci del mercato nero come il Rocket Raccoon hanno fama di praticare generose eccezioni nelle restrizioni imposte dal governo cinese. Le armi reperibili possono quindi essere così riassunte:
- armi di classe A: pistole e fucili ad aria compressa del tipo trovato nei luna park e, per estensione, armi soniche che producono lo stesso effetto;
- armi di classe B: armi corte a colpo singolo o a ripetizione sia manuale che semiautomatica, pistole tradizionali, laser, soniche e termiche;
- armi di classe C: armi lunghe a colpo singolo o a ripetizione sia manuale che semiautomatica, fucili tradizionali, sonici e termici fino al calibro ;
- armi di classe D: armi da guerra tra cui fucili laser, detonatori, armi lunghe e corte a ripetizione automatica (i cosiddetti mitragliatori).

La detenzione di armi da taglio, al contrario, non è soggetta a denuncia o a licenza nel caso si tratti di cimeli storici ereditati: si stima che almeno un abitante su due nella città vecchia abbia in casa una Jian (la tradizionale spada lunga a doppio filo), uno shao gun (arma ad asta della fanteria cinese) o una vanga shaolin. Il porto di queste armi tuttavia è vincolato da una licenza che ricade nelle stesse categorie delle armi da fuoco:
- armi di classe A (armi da taglio corte come coltelli da cucina): la loro detenzione e il loro porto non è soggetto a licenza, come per le armi da fuoco della stessa classe;
- armi di classe B (armi bianche leggere, come coltelli a serramanico o i ventagli taglienti);
- armi di classe C (armi corte come il Sai o da lancio come lo Shuriken);
- armi di classe D (armi da guerra come spade a una e a due mani, sciabole, alabarde).

Le armi contundenti non sono regolamentate, anche se il loro porto indiscriminato può comunque causare fastidi con l’autorità. Un trattamento speciale riceve la vanga shaolin, per cui porto e detenzione sono consentiti senza denuncia e senza licenza.
Armi bianche tradizionali cinesi e orientali in genere possono essere acquistate nella città vecchia, da maestri spadai come il Moku Ren, che vende spade e fiori.

La lingua cinese, termine con cui generalmente si identifica il mandarino, viene spesso considerata una lingua unica, ma le sue variazioni tra dialetto e dialetto sono pari a quelle tra lingue romanze come lo spagnolo, l’italiano e il rumeno: nonostante il governo cinese spinga da secoli per l’affermazione di «un’unica lingua sotto un’unico cielo», tutt’ora il cinese semplificato viene utilizzato solo negli ambienti istituzionali. I cittadini cinesi parlano e scrivono per lo più il cinese mandarino (definito 文, wén se scritto e 语, yu se parlato), e nella città vecchia di Shanghai è ancora in uso il dialetto wu (吳方言), parlato in tutta la municipalità e in gran parte della cina orientale. Le lingue straniere più diffuse sono l’inglese nella città nuova e il francese sulla riva del Bund, anche se l’inglese rimane comunque piuttosto conosciuto anche sulla riva ovest del fiume.

La moneta ufficiale della repubblica popolare cinese è il fen (§): il nome deriva dall’antico centesimo ed è stato adottato in seguito allo spropositato aumento del potere d’acquisto, anche se alcuni tradizionalisti continuano a chiamare la moneta con il vecchio nome (renminbi o yuan). I multipli poco usati del fen sono lo jiao (10 §) e il vecchio yuan (100 §). La compresenza di vecchie e nuove diciture nello stesso sistema monetario è comunemente fonte di confusione per gli stranieri, e occasione di raggiri nella città vecchia.
Quando si tratta di denaro contante, la città cosmopolita accetta anche euro (€), dollari ($), sterline (£) e rupie indiane (रू). Di seguito la tabella dei cambi al 1 gennaio 2106, considerando il cambio bloccato tra Euro e Dollaro introdotto all’inizio del secolo:

1 Fen
1 0.10 0.10 0.53
1 Euro
9.64 1 1 5.26
1 Dollaro 9.64 1 1 5.26
100 Rupie 1.87 0.19 0.19 100

All’inizio del XXII secolo tuttavia, il denaro contante è tutt’altro che la forma privilegiata di pagamento: la moneta elettronica si declina tra forme di pagamento obsolete come le carte di credito (ormai utilizzate solo dal personale governativo e dalle cariche diplomatiche) e l’addebito automatico previo riconoscimento della persona.

La ricezione alberghiera e la ristorazione di Shanghai si è sempre distinta all’interno della Cina per lusso, stravaganza e ricercatezza. Rispetto all’area di Pechino, la cucina della zona si è sempre contraddistinta per il largo uso di pesce e riso, non senza contaminazioni dalla dottrina buddista, che spinge verso una cucina vegetariana. Ingredienti tipici di questa cucina sono i cosiddetti otto tesori di Buddha: radice di loto, fungo nero e bianco, germogli di tiger lily, alga nera del Gobi, funghi secchi, spaghetti di soia e baccelli secchi. Altri piatti tipici sono le teste di leone (polpette di maiale con verze), la gallina del mendicante (ripiena e cotta in casseruola), gamberi e granchi.

1. locali con orario diurno e notturno:
- Organismi migliorati, nella città vecchia: a metà tra una bottega di alimentari e un ristorante nelle stile delle vecchie fumerie, il locale offre un assortimento insolito di pietanze “migliorate”, da versioni speciali di ingredienti appartenenti alla tradizione cinese a delicatezze tipicamente europee come il coniglio tuttapolpa (sempre aperto, accetta pagamenti in vauta cinese e in euro o in valuta elettronica, anche con carta di credito);
- Candy Shop, nella città vecchia: bottega di dolciumi con una piccolissima sala da té, offre misture per tutti i gusti e una vasta selezione di prodotti clandestini, anche su ordinazione (sempre aperto, accetta solo pagamenti in valuta elettronica);
- Sauna Lianbang, nella città vecchia: sauna tradizionale cinese aperta a tutte le ore ma con una sala da té aperta al pubblico nelle sole ore diurne, oltre a una piccola foresteria con cinque stanze nel piano interrato;
- Emerald Hotel, sul Bund: il più antico e famoso albergo di Shanghai, con camere per tutte le esigenze e un cocktail bar sulla terrazza dell’ottavo piano.
2. locali con orario notturno:
- Red rouge club, nello sprawl: club notturno arredato con gli antichi reperti della China Sex Cultural Exibition, offre musica, cocktail per tutti i gusti, mah-jong e oppio;
- Captain’s Hostel, sul bund: ostello con taverna aperto al pubblico solo nelle ore notturne e famoso per l’insegna all’ingresso (“trova quello che cerchi”), è frequentato principalmente da freelancer in cerca di ingaggio e dai loro potenziali clienti.
3. locali con orario diurno:
- padiglione del té nel giardino Yuyuan della città vecchia: popolare padiglione tradizionale in cui vengono serviti i principali té cinesi senza correzioni, aperto solo nelle ore diurne.

Leave a Comment